In questo poema, Gennari situa il lettore in una dimensione d'instabilità che cresce gradatamente fino a giungere alla sensazione di trovarsi di fronte a una carnevalata grottesca, una spietata esplorazione, fin sulle soglie di un delirio controllato, uno uscir fuori dai cardini dello spazio-tempo, perché il poema è diviso in due parti che sono due mondi, che rappresentano uno la deflagrazione dell'altro, come sgretolato specchio uno dell'altro, essi si contemplano e il risultato è questo straniamento perenne che il poema comunica divenendo esso stesso uno specchio che, lentamente, implode dal di dentro In questo poema, Gennari situa il lettore in una dimensione d'instabilità che cresce gradatamente fino a giungere alla sensazione di trovarsi di fronte a una carnevalata grottesca, una spietata esplorazione, fin sulle soglie di un delirio controllato, uno uscir fuori dai cardini dello spazio-tempo, perché il poema è diviso in due parti che sono due mondi, che rappresentano uno la deflagrazione dell'altro, come sgretolato specchio uno dell'altro, essi si contemplano e il risultato è questo straniamento perenne che il poema comunica divenendo esso stesso uno specchio che, lentamente, implode dal di dentro.